Un partito in rinnovamento e un nuovo sito PLR

Logo-PLRTDomenica 2 novembre 2014,

Cari amici e care amiche liberali radicali,

nel corso dell’estate 2014, assieme alla Sezione di Lodrino, quale progetto pilota, abbiamo sviluppato per la segreteria cantonale, il nuovo sito web. Ora circa una cinquantina di sezioni cantonali stanno sviluppando i contenuti del proprio sito sulla base della struttura da noi preparata.

Da oggi quindi l’attuale sito (quello i cui vi trovate ora) non sarà più alimentato da dati e notizie.

Tuttavia al seguente link trovate il nuovo sito della sezione PLR di Lumino, con accessi pure al sito cantonale e svizzero del PLR; il link a Opinione Liberale è anche indicato.

plr-lumino.ch

Un caro saluto e una buona visione,

Alessandro Pellandini

 

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Il 60% dei Comuni promuove il Piano cantonale delle Aggregazioni

Senza titoloDomenica 5 ottobre 2014,

Cari amici e care amiche liberali radicali, il 60% dei Comuni ha promosso il progetto del Piano cantonale delle Aggregazioni.

Nel mese di giugno sono stati presentati i risultati della consultazione della prima fase. Le voci critiche non sono mancate, ma il Dipartimento delle istituzioni è globalmente soddisfatto. I tempi però si allungano.

Nel mese di maggio si è conclusa la consultazione sulla prima fase del progetto riguardante il Piano cantonale delle aggregazioni. Sono stati 123 (su 135) i Comuni cui è stato inviato il dossier, oltre a 2 associazioni di Comuni, 5 partiti politici cantonali rappresentati in Gran Consiglio e 33 organizzazioni ed enti rappresentanti la società civile.

La consultazione verteva attorno a 8 quesiti e in larga misura gli interpellati hanno integrato alle risposte delle osservazioni, in qualche caso parecchio articolate. Le risposte sono state di tenore diverso: “dall’adesione incondizionata con l’invito ad accelerare, alla determinata e risoluta opposizione, passando attraverso un’ampia gamma di sfumature, riserve e condizioni”.

lumino

Il Dipartimento delle istituzioni però è soddisfatto: “nel complesso l’esito della consultazione è assai più positivo di quanto non si potesse ipotizzare in base alle singole prese di posizione apparse a più riprese sugli organi d’informazione, rilasciate in prevalenza da voci critiche sul progetto”. Il 60% dei Comuni condivide pienamente o almeno in parte gli orientamenti proposti dal Governo, fra questi anche il Comune di Lumino.

In linea generale è stato indicato di proseguire il processo di aggregazione dei Comuni, “con però una tempistica non eccessivamente limitata, l’attenzione per gli equilibri regionali e cantonali nonché per la prossimità a servizi e istituzioni e la necessità di rivedere nel contempo la ripartizione delle competenze e i flussi finanziari tra Cantone e Comuni”.

Le associazioni e gli enti che hanno partecipato alla consultazione hanno espresso la loro sostanziale adesione. L’Ente Regionale di Sviluppo del Luganese, sostenuto dalla maggior parte dei Comuni dell’agglomerato, ha inoltrato una richiesta finalizzata alla presentazione di un proprio modello aggregativo. L’Ente chiede al Consiglio di Stato di concedere una proroga di un anno alla presentazione del documento definitivo.

A tal proposito il Governo, “nell’intento di poter considerare le impegnative richieste derivanti dalla consultazione e la citata richiesta del Luganese, ritiene opportuno posticipare il termine di presentazione del messaggio sul PCA” e ha già sottoposto una comunicazione in tal senso all’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio.

Comuni, Partiti, Enti ed Associazioni saranno prossimamente coinvolti nella consultazione della seconda fase, che sarà focalizzata sulle modalità di attuazione del PCA e i sostegni cantonali che il Governo intende mettere in atto per raggiungere l’obiettivo.

Come ha reagito il PLR ?

L’accresciuta dimensione che consentirà una maggior autonomia, anche se molto dipenderà dal riordino delle competenze, è stato visto come un punto positivo.

Criticità sono state identificate nella modalità di allestimento e presentazione, nella mancata indicazione chiara su ripartizione di compiti Cantone – “nuovi comuni” e conseguenze su attuale struttura amministrativa cantonale e infine sulla tempistica 2020 considerata irrealistica e controproducente.

Infine qualche proposta e auspicio sono stati formulati: partire “dal basso”, chiarire meglio nuovi equilibri, valutare il tema milizia-professionalizzazione delle cariche comunali, stimare i supporti finanziari agli scenari proposti, approfondire temi prossimità e impostazione istituzionale.

A presto!

Alessandro Pellandini

Votazione popolare del 28 settembre 2014

votazione

Cari amici e care amiche liberali radicali, nella seduta del 21 maggio 2014 il Consiglio federale ha deciso di sottoporre alla votazione popolare del 28 settembre 2014 gli oggetti seguenti:

Iniziativa «Basta con l’IVA discriminatoria per la ristorazione!»

L’iniziativa chiede che alle prestazioni della ristorazione sia applicata la stessa aliquota d’imposta vigente per la vendita di alimenti. In questo modo si garantirebbe la parità di trattamento tra il settore della ristorazione e quello della vendita di cibo da asporto (take-away).

Volete accettare l’iniziativa popolare «Basta con l’IVA discriminatoria per la ristorazione!»?

Raccomandazioni di voto: Consiglio federale e Parlamento raccomandano di respingere l’iniziativa. Il Consiglio nazionale ha respinto l’iniziativa con 99 voti contro 82 e 14 astensioni, il Consiglio degli Stati con 22 voti contro 13 e 7 astensioni. Il PLR Svizzero ha indicato di respingere l’iniziativa.

Iniziativa popolare «Per una cassa malati pubblica»

L’iniziativa chiede che l’assicurazione sociale malattie non sia più esercitata da 61 casse malati private come è il caso oggi, ma da un’unica cassa malati di diritto pubblico. Essa disporrebbe di agenzie cantonali o  intercantonali che determinerebbero i premi.

Volete accettare l’iniziativa popolare «Per una cassa malati pubblica»?

Raccomandazioni di voto: Consiglio federale e Parlamento raccomandano di respingere l’iniziativa. Il Consiglio nazionale ha respinto l’iniziativa con 132 voti contro 62 e 2 astensioni, il Consiglio degli Stati con 27 voti contro 12 e 3 astensioni. Il PLR Svizzero ha indicato di respingere l’iniziativa.

A presto !

Alessandro Pellandini

Aggregazione del Bellinzonese, si vota nel 2015

AggregazioniHPDomenica 14 settembre 2014,

Cari amici e care amiche liberali radicali,

La Commissione dei 17 Comuni che partecipano al Progetto di Aggregazione del Bellinzonese si è riunita a inizio estate a Giubiasco. A fine luglio sono stati consegnati i 10 rapporti dei gruppi di lavoro settoriali incaricati di elaborare il Progetto aggregativo.

Ricordo i 10 gruppi di lavoro:

Aspetti istituzionali
1. Modello organizzativo (presidente Roberto Keller, sindaco Claro)
2. Rappresentanza (presidente Fabio Pasinetti, sindaco Preonzo)
3. Offerta di servizi (presidente Curzio De Gottardi, sindaco Lumino)
4. Enti esterni/aziende (presidente Flavio Petraglio, sindaco Cadenazzo)
5. Personale e PP (presidente Vincenzo Mozzini, sindaco Camorino)

Aspetti strategici
6. Scienze della vita (presidente Giacomo Zanini, sindaco Gudo)
7. Scienze dell’amministrazione (presidente Christian Vitta, sindaco St. Antonino)
8. Turismo, svago e beni culturali (presidente Ivan Ambrosini, municipale Giubiasco)
9. Tecnologia, prom. Industriale (presidente Elisabetta Ghirlanda, vicesindaco Arbedo-Castione)
10. Insediamenti e mobilità (presidente Riccardo Calastri, sindaco Sementina)

La Commissione dei 17 Comuni ha deciso di candidare il Progetto di Aggregazione del Bellinzonese al Premio Democrazia di Incontri Svizzeri – Nuova Società Elvetica – “Premio Albert Oeri”. Il premio (dotato di CHF 20’000) quest’anno è dedicato al “rafforzamento della democrazia nei Comuni, in particolare nel contesto di progetti di fusione”. I rappresentanti dei 17 Comuni ritengono che il Progetto di Aggregazione del Bellinzonese ben rappresenti gli intendimenti del premio, per la sua complessità (un’aggregazione di 17 Comuni è una prima svizzera) e per la sua innovazione (la creazione di un nuovo Comune, che consideri e valorizzi le peculiarità e le caratteristiche dei 17 vecchi Comuni, coinvolgendo la popolazione e tutti gli attori presenti sul territorio interessati).

A Lumino, la neo costituita Commissione municipale per lo Studio strategico sull’aggregazione (composta da rappresentanti del PLR, PPD e PS) si riunirà per la prima volta, domani 15 settembre, per fare un punto generale sul progetto, per prendere atto di come si intende procedere e infine organizzare il lavoro della commissione stessa. Oggetto della riunione, evidentemente anche le prime riflessioni sui rapporti finali dei 10 gruppi di lavoro e la bozza della parte relativa alle finanze. 

A presto !

Alessandro Pellandini

Compiti e flussi fra cantone e comuni

jpg-cartella-stampa-541371567506Domenica 31 agosto 2014,

Cari amici e care amiche liberali radicali, già a due riprese, nel mese di marzo e aprile 2014 avevo scritto sugli obiettivi del Piano di Aggregazione cantonale (PAC). Ora riprendo il tema per segnalarvi che…

Nel corso del 2013 un Gruppo di lavoro interdipartimentale dell’amministrazione cantonale ha elaborato un rapporto con l’obiettivo di rivedere i meccanismi di perequazione intercomunale, le leggi settoriali e gli effetti perequativi negli agglomerati nonché la ripartizione dei compiti tra Cantone e Comuni. A fine 2014, dopo aver presentato e condiviso i risultati con i rappresentanti dei Comuni presenti nella piattaforma di dialogo tra Cantone e Comuni, il Consiglio di Stato procederà con l’avvio del processo di riforma dei rapporti fra le istituzioni ticinesi.

PCA, quale l’obiettivo ?

Favorire la funzionalità amministrativa, il rilancio del dibattito politico, nonché una gestione efficace ed efficiente. Questo permetterà inoltre di facilitare la riorganizzazione dei compiti e dei flussi fra Cantone e Comuni così come la riforma del sistema perequativo.

Riforma dei compiti, quale obiettivo ?

Situare ogni compito al livello istituzionale più adeguato per offrire servizi di qualità a costi contenuti, garantire maggiore autonomia decisionale e rafforzare la prossimità. In particolare soddisfare i principi di base, quali la sussidiarietà: il Cantone assumerà unicamente i compiti che superano la capacità dei Comuni o che esigono un disciplinamento uniforme da parte sua, e l’equivalenza: la collettività che fruisce di una prestazione statale ne assume i costi. Chi assume i costi, deve poter decidere in merito.

Riforma dei flussi, quale obiettivo ?

Analizzare i flussi e riformularli in base alla nuova attribuzione dei compiti e conformemente al principio di equivalenza fiscale, con lo scopo di: migliorare l’efficacia, l’efficienza e la trasparenza ed eliminare le incongruenze di un sistema che non è più al passo con i tempi. A titolo informativo nella gestione corrente dell’anno 2012 i flussi Cantone → comuni sono stati di 144,7 mio CHF mentre i fussi comuni → Cantone sono stati di 140,8 mio CHF

Riforma della perequazione, quale obiettivo ?

Una volta consolidati i compiti ed i relativi flussi residui, si tratta di garantire il finanziamento degli oneri del singolo ente attraverso un sistema di ridistribuzione delle risorse (= perequazione).

Riforma Amministrazione cantonale e comunale, quale obiettivo ?

Adeguare le amministrazioni sulla base della revisione dei compiti e delle nuove esigenze dei Comuni in particolare rivalutare di conseguenza l’Amministrazione cantonale e adattare l’organizzazione comunale.

Quali le attività principali entro fine 2014

Incontrare, dopo la pausa estiva i Municipi con la presenza di alcuni membri della Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni. Informare e ottenere il consenso del Gran Consiglio con pubblicazione entro metà settembre di un Messaggio concernente gli aspetti strategici e al relativo credito necessario per l’avvio della Riforma.

A presto !

Alessandro Pellandini

Il Consiglio Federale in Ticino !

CF Lugano 18.4.2014Martedì 19 agosto 2014,

Cari amici e care amiche Liberali Radicali,

il volto bello della politica finalmente si è mostrato ieri in piazza della Riforma. La politica, quella bella, al di là della diversità delle idee e delle bandiere di partito. Da un lato, un evento storico «C’est du jamais vu», hanno detto a caldo alcuni alti funzionari federali sorpresi e quasi commossi per l’accoglienza riservata dai ticinesi ai sei ministri (U. Maurer assente).

Ieri a Lugano il Consiglio federale ha incontrato la popolazione, si è immerso nella folla dei cittadini e dei turisti, senza barriere, senza troppe formalità, con quella prossimità e quella familiarità che forse solo nella nostra piccola democrazia sono immaginabili e possibili.

Il Presidente della Confederazione Didier Burkhalter, fra i diversi oratori, si è così espresso: “È in Ticino che batte il cuore del Paese…un luogo d’incontro di lingue e culture, oggetto di ammirazione nel mondo e anima del Paese. Il sole brilla nel cielo e nei nostri cuori oggi”.

Inoltre, più concretamente ha trasmesso tre messaggi a nome del Consiglio federale. Prima di tutto il messaggio di ringraziamento: “Grazie per tutto quello che il Ticino ha portato alla Svizzera. Il suo fascino, bellezza, tradizione, laghi, vigne, montagne…fra tutta questa ricchezza, naturale economica e sociale, la svizzera non sarebbe completa”.

Il secondo messaggio: “Sappiamo che vi sono dei problemi, soprattutto per quanto riguarda il lavoro. Non saremo sempre d’accordo, ma troveremo un’intesa. Abbiamo problemi di vicinato con l’Italia, ma abbiamo rafforzato il dialogo. Dobbiamo affrontare insieme le sfide in modo pragmatico e amichevole… intendiamo risolvere le questioni fiscali ed economiche aperte con l’italia. Non tutto è facile e procede come vorremmo, ma vogliamo raccogliere le sfide”.

Il terzo messaggio: “Lavoriamo insieme! Il Ticino non è dimenticato e non è nemmeno lontano da Berna. Il consiglio federale pensa a voi e alle sfide nell’interesse globale del paese. Dal 2016 il Ticino sarà ancora più vicino grazie al tunnel ferroviario più lungo del mondo. Lavoriamo insieme per trasformare le sfide in opportunità, rafforzando le relazioni con i nostri vicini. Curiamo le nostre relazioni con il mondo anche in occasione dell’Expo 2015 di Milano”.

Burkhalter, colui che quando era stato eletto in Consiglio Federale era stato definito l’uomo in grigio per eccellenza, ieri ha mostrato un volto del tutto inedito: sorrisi, strette di mano, abbracci e «selfie» con giovani e anziani. Il Presidente della Confederazione è stato brillante e a suo agio come non mai. Tanto che pure nel suo discorso ufficiale è riuscito, unico fra tutti gli oratori, a strappare più di una risata ai presenti. Fin dall’inizio, quando ha spiegato che «c’era bisogno che il Consiglio federale venisse in Ticino perché il sole brillasse almeno un po’ sulla Svizzera. La prossima volta verremo tutti a inizio estate…!».

Una buona fine estate a tutti,

Alessandro

 

Emergenza profughi

AsilantiDomenica 10 agosto 2014,

Cari amici e care amiche liberali radicali, rispetto al passato i mesi estivi sono meno caldi dal punto di vista meteorologico ma sufficientemente caldi e impegnativi dal punto di vista dell’attività…locale, comunale. Quali le novità ?

Ospitati fino a fine luglio a Lodano, circa cinquanta richiedenti d’asilo sono stati trasferiti negli scorsi giorni nel rifugio della Protezione Civile di Lumino. La popolazione è stata informata attraverso il periodico d’informazione del Municipio InfoLumino. Infatti, il Municipio ha dato la sua disponibilità in assenza di altre strutture del cantone atte a far fronte all’importante flusso migratorio attuale, e in attesa dell’apertura del centro previsto a Losone. I profughi resteranno nel comune per un mese con la possibilità di estendere l’accoglienza fino a novembre.

Chi sono i profughi ?

I profughi arrivati a Lumino, provengono dall’Africa o meglio dall’Eritrea, Stato che si trova nella parte settentrionale del Corno d’Africa, confinante con il Sudan a ovest, con l’Etiopia a sud e con il Gibuti a sud-est. Da aprile a giugno la Svizzera ha registrato 5’384 domande di asilo ovvero il 10% in più rispetto al primo trimestre 2014. A Chiasso dove è collocato il Centro di accoglienza asilanti per il Ticino, solo a giugno le richieste sono state circa mille. Gli eritrei che hanno presentato domanda d’asilo in Svizzera, rispetto al primo trimestre di quest’anno si sono triplicati (più di 1160 domande). L’accelerazione è dovuta alla guerra con l’Etiopia, che ha distrutto tutto, villaggi e città. Hanno lasciato alle spalle storie drammatiche, a cominciare dalla fuga disperata dal loro paese, attraversando Sudan, Libia, prima di affrontare il Mediterraneo, sino alle coste dell’Italia e infine, l’arrivo alla frontiera Svizzera.

Finora quale è stata la loro esperienza in Ticino ?

In particolare da Lodano, dove si sono stabiliti in precedenza gli eritrei arrivati a Lumino, sia le autorità comunali sia la popolazione ha commentato positivamente questa esperienza. Gli asilanti sono stati definiti gentili e educati. Sono stati coinvolti in attività di pubblica utilità quali la falciatura dell’erba, pulizia di sentieri e strade. Nonostante la barriera linguistica hanno subito capito come usare gli attrezzi.

Che esperienza ha avuto il Ticino da precedenti casi ?

Chiasso – più di 12’600 ore di lavoro di pubblica utilità dall’inizio del 2012 a oggi. Manutenzione delle aree verdi, pulizia di strade, posa di strutture e sgombero della neve. Tenero Contra – Nel novembre del 2012 cinque richiedenti d’asilo del Ciad, Afghanistan ed Eritrea hanno dato vita al primo gruppo di lavoro autonomo, pulendo un sentiero sull’argine del fiume Verzasca. Ambrì – Nell’estate del 2013 un gruppo di rifugiati ha lavorato alla Valascia, alla pista di hokey, ridipingendo balaustre e ringhiere e ripulendo le lastre di plexiglas che circondano il ghiaccio.

Sono sicuro che anche presso la nostra realtà di Lumino, si potrà rilevare la stessa positiva esperienza. Tutto questo evidentemente anche con il sostegno della popolazione !

Un caro saluto,

Alessandro Pellandini

Quale è il progetto di offerta ospedaliera del futuro ?

EOCDomenica 6 luglio 2014,

Cari amici e care amiche liberali radicali, Quale il contesto legislativo della nuova pianificazione ospedaliera ?

Con la revisione della LAMal del 21 dicembre 2007 il legislatore federale ha confermato la competenza dei Cantoni in materia di pianificazione ospedaliera. Nel contempo, tuttavia, ne ha precisato i principi, in particolare attraverso i criteri definiti per via d’ordinanza dal Consiglio federale. Secondo le disposizioni legali, la pianificazione elaborata dal Cantone deve essere intesa a coprire il fabbisogno di cure della popolazione e va verificata periodicamente. Essa deve riferirsi alle prestazioni per le cure somatico-acute, alle prestazioni o alle capacità per la riabilitazione e la psichiatria ed alle capacità per le case di cura. Deve sfociare in un elenco degli istituti cantonali ed extracantonali necessari ad assicurare l’offerta a copertura del fabbisogno e si concretizza con l’attribuzione di mandati di prestazione ai singoli ospedali figuranti sullo stesso. I mandati specificano segnatamente il ventaglio di prestazioni che ogni istituto può offrire.

Quale la situazione della pianificazione ?

Negli scorsi mesi è stato presentato il messaggio del Consiglio di Stato. L’ospedale regionale di Lugano e il San Giovanni di Bellinzona rappresenteranno i due nosocomi di riferimento per il cantone, mentre quelli periferici si occuperanno di pazienti non gravi.

Uno dei punti cruciali di questa nuova pianificazione cantonale è l’apertura verso il settore privato e, parallelamente, la soppressione di alcuni reparti di base negli ospedali pubblici. L’ostetricia, con l’accordo di collaborazione tra il gruppo Genolier e l’EOC, passerebbe in una sorta di gestione mista che potrebbero aprire al settore privato. A preoccupare è la penalizzazione dell’ospedale regionale di Bellinzona e il fatto che il nuovo messaggio, stravolgerà, di fatto, l’attuale legge sull’Ente Ospedaliero Cantonale, modificandone la struttura fondamentale attuale del sistema ospedaliero cantonale.

La parola ora è nel campo del Gran Consiglio, che passerà al vaglio il progetto per la nuova pianificazione ospedaliera, con l’obiettivo governativo di far entrare in vigore il nuovo assetto per il 1° gennaio 2015.

Cosa rivendica il Bellinzonese ?

La Conferenza regionale della sanità del Bellinzonese, nella sua lettera del 14 aprile scorso, indirizzata alla Divisione della Salute Pubblica, ha espresso forti preoccupazioni rispetto al progetto pianificatorio, pur condividendo il modello di riferimento adottato. I membri hanno rilevato in particolare la necessità che l’Ospedale Regionale di Bellinzona sia confermato come uno dei due poli ospedalieri di riferimento. In particolare la Conferenza ha sottolineato le difficoltà logistiche dell’Ospedale S. Giovanni (OSG) dovuto all’aumento di pazienti oggi curati nelle valli e la necessità di confermare la caratterizzazione dell’OSG quale unico polo di riferimento cantonale per l’oncologia, la neonatologia complessa, la pediatria e la senologia. In questo senso è stato chiesto che il mandato legato alla ginecologia multidisciplinare e complessa sia attribuito senza limite temporale all’OSG. È altresì stata postulata la conferma di tutti i mandati proposti dal progetto, con l’aggiunta del mandato di chirurgia della mano e l’attribuzione, in maniera provvisoria, dei mandati in ambito della chirurgia ortopedica e traumatologica con l’Ospedale Regionale di Locarno, al fine di instaurare una miglior collaborazione fra i due istituti.

Cosa rivendica il PLR distrettuale di Bellinzona ?

Nelle scorse settimane in occasione di un “workshop” organizzato dal Consiglio del Distretto di Bellinzona, Bixio Caprara neo Presidente della Commissione speciale della pianificazione ospedaliera, costituita dal Gran Consiglio lo scorso 15 aprile, ha illustrato come il tema della sanità sia un aspetto economico importante per il Ticino e in particolare per il Bellinzonese. Il Cantone Ticino spende circa CHF 325 mio, pari al 10% del budget totale cantonale, che versa a Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) in misura di CHF 220 mio e il resto alle cliniche private. Da notare che per il Bellinzonese l’EOC è il primo datore di lavoro.

In tal proposito due osservazioni: a) dall’entrata in vigore delle basi legali federali nel 2010, il Canton Zurigo ha già sviluppato e scelto nel 2012 la sua nuova pianificazione ospedaliera, mentre in Ticino la Commissione di pianificazione, appunto si è appena costituita in questi mesi e b) le strategie in materia di pianificazione prese dal Dipartimento della Sanità e della Socialità (DSS) rispetto a quelle dell’EOC non sembrano essere molto allineate (es. sulla Facoltà di scienze biomediche e sulla creazione di una scuola di Master in medicina umana presso l’USI).

Quali invece le idee del PLR distrettuale ? All’ospedale San Giovanni di Bellinzona si rivendica la concentrazione e lo sviluppo di competenze per lo IOSI (oncologia) e per la pediatria da 0 – 16 anni, che comprende la ginecologia, neonatologia e appunto la pediatria.

A presto !

Alessandro Pellandini

 

Amnistia fiscale, passato, presente e futuro

amnistia.phpDomenica 22 giugno 2014,

Cari amici e care amiche liberali radicali, lo scorso 18 maggio il 52.9% della popolazione ticinese votante ha accettato la modifica delle legge tributaria nell’ambito dell’amnistia fiscale.

Come si è arrivati alla votazione ?

L’iter è iniziato con il messaggio del Consiglio di Stato del 23 febbraio 2010, discusso in Gran Consiglio nel marzo 2012 e respinto con 42 voti contro 39. Nel maggio 2013 è stata elaborata un’iniziativa parlamentare, poi discussa in Gran Consiglio nel novembre dello stesso anno. In gennaio 2014 è stata depositata una domanda di referendum (necessarie 7000 firme) sfociata nella votazione popolare del 18 maggio 2014.

Quali le motivazioni per un’amnistia cantonale ?

In Ticino c’è sempre stata una sensibilità maggiore rispetto agli altri cantoni sul tema dell’amnistia fiscale, vedi l’amnistia per gli eredi degli anni 1987-2001 e l’iniziativa cantonale per un’amnistia federale generalizzata (definitivamente respinta nel 2012).

Le difficoltà del settore finanziario degli ultimi anni hanno ulteriormente accentuato questa sensibilità.

Anche il successo degli scudi fiscali italiani ha contribuito alla convinzione che un’amnistia sia necessaria e che possa avere molto successo.  Inoltre, il modello degli scudi, con un’aliquota forfettaria applicata al capitale, è stato visto come un sistema efficiente.

Quali le esperienze in passato di amnistia ?

A livello federale: 3 amnistie fiscali generali (1940, 1945 e 1969); Nel 1969 con il 61.9% di voti favorevoli è stato adottato il decreto federale del 1967 concernente un’amnistia fiscale cha ha rimesso nel circuito economico circa CHF 11.5 miliardi.

A livello cantonale: amnistia fiscale a favore degli eredi 1987 – 2001, il patrimonio successorio ed i relativi redditi imputati integralmente agli eredi e imposti unitamente ai loro altri elementi di reddito e di sostanza, ha riportato nel circuito economico circa CHF 1 miliardo.

Quale la situazione attuale ?

Fino alla recente votazione di maggio 2014, era in vigore la Legge federale del 20 marzo 2008 relativa alla semplificazione del ricupero d’imposta in caso di successione e all’introduzione dell’autodenuncia esente da pena.

Quale gli obiettivi dell’amnistia accettata dal popolo ?

A partire dal 1. gennaio 2014 fino al 31 dicembre 2015 le persone fisiche e le persone giuridiche che hanno omesso di dichiarare redditi e/o sostanza rispettivamente utili e/o capitali potranno far capo all’amnistia fiscale beneficiando di una riduzione del 70% delle aliquote applicabili al recupero delle imposte cantonali e comunali sottratte negli ultimi 10 anni.

I proventi dall’amnistia  confluiranno  in un fondo cantonale per favorire il lavoro: il ricavato sarà infatti utilizzato per favorire l’economia ticinese e, in particolare, l’occupazione locale. Il provvedimento ha quindi anche uno scopo sociale.

L’obiettivo principale dell’amnistia consiste nel far emergere capitali non dichiarati che rischierebbero di non venire alla luce senza l’adozione di questo provvedimento. L’emersione di questi capitali permetterà di ampliare il substrato fiscale degli enti pubblici e comporterà quindi maggiori entrate ricorrenti. I capitali denunciati e i relativi redditi saranno infatti imposti in futuro e contribuiranno a incrementare il gettito fiscale dei Comuni, del Cantone e della Confederazione.

Il Consiglio  di Stato, che già nel 2010 propose l’amnistia fiscale cantonale, stima che grazie all’amnistia fiscale potrebbero emergere ingenti capitali precedentemente mai dichiarati, assicurando così in futuro una loro corretta imposizione.

A presto !

Alessandro Pellandini